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Il Corano e le Scritture Precedenti: Guida Islamica

By AskTheQuran, written with AI assistance8 min readItaliano

L'Islam insegna che Allah ha rivelato Scritture divine a profeti precedenti, come la Torah a Mosè e il Vangelo a Gesù, e che credere in esse nella loro forma originale è un pilastro della fede. Tuttavia, il Corano afferma di essere la rivelazione finale e perfettamente preservata, che conferma ciò che di vero rimane nelle Scritture precedenti e ne corregge le alterazioni. ---

INTRODUZIONE

Nel cuore della fede islamica risiede la profonda convinzione nell'Unicità di Allah (Tawhid) e nella Sua continua guida all'umanità attraverso i Suoi messaggeri e le Sue rivelazioni. Tra i pilastri fondamentali della fede (Arkan al-Iman), i musulmani credono non solo nel Corano, ma anche in tutti i Libri divini rivelati prima di esso. Questa verità è magnificamente espressa nel Corano stesso:

"Il Messaggero crede in quel che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, e così i credenti. Tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. 'Non facciamo alcuna distinzione tra i Suoi Messaggeri' - dicono - 'Abbiamo ascoltato e obbediamo. Perdono, Signore! A Te il ritorno!'" (Corano 2:285)

Questo versetto incapsula la visione islamica: una catena ininterrotta di rivelazioni divine, tutte provenienti dalla stessa Fonte, Allah l'Onnipotente. Comprendere la posizione dell'Islam riguardo alle Scritture precedenti, come la Torah (Tawrat), i Salmi (Zabur) e il Vangelo (Injil), non è solo una questione accademica, ma è fondamentale per una fede completa e per apprezzare il ruolo unico e finale del Corano. Questo articolo esplorerà in dettaglio gli insegnamenti coranici e della Sunnah riguardo a queste Scritture venerate, le sfide della loro preservazione e il ruolo del Corano come guida definitiva.

FONDAMENTO CORANICO

Il Corano è il principale testo sacro dell'Islam e la fonte primaria per comprendere la relazione dell'Islam con le rivelazioni precedenti. Fin dalle sue prime rivelazioni, il Corano ha affermato la continuità del messaggio divino, riconoscendo la veridicità delle Scritture inviate ai profeti prima del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui).

Allah dice nel Corano:

"Di': 'Abbiamo creduto in Allah e in ciò che è stato fatto scendere su di noi, in ciò che è stato fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, in ciò che è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti da parte del loro Signore. Non facciamo alcuna distinzione tra di loro e a Lui siamo sottomessi'." (Corano 3:84)

Questo versetto è cruciale in quanto stabilisce il principio dell'unità della rivelazione divina. Tutti i messaggeri di Allah hanno portato lo stesso messaggio fondamentale di sottomissione a Dio (Islam) e di monoteismo puro (Tawhid). Le Scritture menzionate specificamente nel Corano includono la Torah (Tawrat) data a Mosè (Corano 5:44), i Salmi (Zabur) dati a Davide (Corano 17:55) e il Vangelo (Injil) dato a Gesù (Corano 5:46). Il Corano menziona anche i "Fogli di Abramo e di Mosè" (Suhaf Ibrahim wa Musa) in (Corano 87:19). Credere in queste rivelazioni originali è, come già accennato, un pilastro imprescindibile della fede islamica.

Un aspetto fondamentale della dottrina islamica è la convinzione che, sebbene le Scritture precedenti fossero originariamente rivelazioni divine, esse siano state alterate o corrotte nel tempo dagli esseri umani. Questo fenomeno è noto come "Tahrif" (alterazione o distorsione). Il Corano fa riferimento a questo in diversi punti, criticando coloro che manipolano i testi sacri:

"Guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi dicono: 'Questo viene da Allah', per venderlo a vil prezzo. Guai a loro per quello che le loro mani hanno scritto e guai a loro per quello che hanno guadagnato." (Corano 2:79)

Questo versetto è spesso interpretato come un'accusa diretta a coloro che hanno intenzionalmente manipolato i testi sacri per guadagno personale o per alterare la verità. Sebbene ci siano diverse interpretazioni scolastiche sulla natura esatta del Tahrif (se fosse una corruzione testuale, tahrif lafzi, o una distorsione interpretativa, tahrif ma'nawi), il consenso generale è che le Scritture attuali non riflettono più fedelmente la loro forma originale e pura.

Il Corano, d'altra parte, è presentato come la rivelazione finale e perfettamente preservata, che agisce come "Muhaymin" (custode, supervisore, verificatore) sulle Scritture precedenti.

"E ti abbiamo rivelato il Libro con la verità, a conferma di ciò che già esisteva nella Scrittura e a sua custodia. Giudica quindi tra loro in base a ciò che Allah ha rivelato e non seguire le loro passioni, allontanandoti dalla verità che ti è giunta." (Corano 5:48)

Questo versetto chiarisce il ruolo del Corano: non solo conferma gli insegnamenti fondamentali delle Scritture precedenti nella loro forma originale, ma corregge anche le deviazioni, le alterazioni e le aggiunte umane. Il Corano è la "bilancia" che pesa ciò che di vero e divino rimane nelle Scritture precedenti e ciò che è stato introdotto dagli uomini. Questo significa che, mentre i musulmani rispettano le Scritture precedenti come rivelazioni divine nella loro forma originale, la loro unica fonte di guida e legge è il Corano e la Sunnah del Profeta Muhammad (ﷺ).

HADITH E SUNNAH

La Sunnah, ovvero gli insegnamenti, le pratiche e le approvazioni del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), come conservati negli hadith, fornisce un'ulteriore chiarificazione e un'applicazione pratica della dottrina coranica riguardo alle Scritture precedenti. Il Profeta Muhammad (ﷺ) ha sempre mostrato rispetto per i profeti precedenti e per le loro rivelazioni originali, ma ha anche messo in guardia contro l'affidarsi alle versioni corrotte di tali testi.

Un hadith fondamentale in questo contesto è il seguente:

Abdullah ibn Abbas (che Allah sia compiaciuto di lui) riportò: "Come potete chiedere alla Gente del Libro (Ahl al-Kitab) riguardo a qualcosa, quando il vostro Libro (il Corano), che è stato rivelato al Messaggero di Allah (ﷺ), è il più recente e puro? Voi leggete il Libro puro e non alterato. Allah vi ha informato che la Gente del Libro ha alterato i Libri di Allah e li ha cambiati, e ha scritto il Libro con le proprie mani e poi ha detto: 'Questo viene da Allah', per venderlo a vil prezzo. Il sapere che vi è giunto non vi proibisce di chiedere loro? No, per Allah, non li abbiamo mai visti chiedere a voi riguardo a ciò che vi è stato rivelato." (Sahih Bukhari 7361)

Questo hadith sottolinea l'autosufficienza del Corano come guida completa e la cautela che i musulmani dovrebbero esercitare riguardo alle narrazioni della Gente del Libro. Nonostante il rispetto per i profeti e le loro rivelazioni originali, il Profeta (ﷺ) ha chiaramente indicato che il Corano è la fonte definitiva e non necessita di convalida o integrazione da parte di testi alterati.

Un altro esempio pratico della Sunnah riguarda la lettura delle Scritture precedenti. Si narra che Umar ibn al-Khattab (che Allah sia compiaciuto di lui) una volta portò al Profeta (ﷺ) un volume di testi dalla Torah e iniziò a leggerlo. Il Profeta (ﷺ) ne fu infastidito e disse:

"Siete confusi riguardo a questo, o figlio di al-Khattab? Per Colui nelle Cui Mani è la mia anima, ho portato a voi un messaggio chiaro e puro. Se Mosè fosse vivo oggi, non avrebbe altra scelta se non seguirmi." (Musnad Ahmad 15433, classificato come hasan da alcuni studiosi)

Questo hadith è potente. Non solo ribadisce la completezza e la superiorità del messaggio del Profeta Muhammad (ﷺ), ma stabilisce anche il principio che, dopo la rivelazione del Corano, non c'è bisogno di cercare guida in altre fonti, specialmente quelle che sono state corrotte. L'Islam, con il Corano e la Sunnah, è la forma finale e completa della religione di Allah.

Tuttavia, il Profeta (ﷺ) non ha proibito ogni interazione con le narrazioni precedenti. Ha detto:

"Trasmettete da me, anche un solo versetto. E narrate dagli Israeliti, e non c'è peccato. E chiunque menta su di me intenzionalmente, prepari il suo posto all'Inferno." (Sahih Bukhari 3461)

Questo hadith è spesso interpretato come un permesso per i musulmani di riferirsi a racconti dagli Israeliti (Isra'iliyyat) per scopi di narrazione o per comprendere meglio alcuni contesti storici, purché non contraddicano il Corano o la Sunnah e non siano usati per stabilire dottrine o leggi. È fondamentale distinguere tra ciò che è permesso per la narrazione (che può essere vero o falso) e ciò che è accettato come verità religiosa e fonte di legge. Solo il Corano e la Sunnah autentica servono a quest'ultimo scopo.

In sintesi, la Sunnah rafforza la visione coranica: credere nelle rivelazioni originali come parte della fede, ma affidarsi esclusivamente al Corano e alla Sunnah per la guida pratica e la verità religiosa, a causa dell'alterazione delle Scritture precedenti.

PROSPETTIVE DEGLI STUDIOSI

Gli studiosi islamici, sia classici che contemporanei, hanno approfondito la questione delle Scritture precedenti, elaborando le implicazioni degli insegnamenti coranici e della Sunnah. Vi è un consenso (Ijma) tra gli studiosi sul fatto che le Scritture che esistono oggi non sono identiche alle rivelazioni originali date ai profeti.

La natura del "Tahrif" (alterazione) è stata oggetto di dibattito. Alcuni studiosi, come Ibn Taymiyyah, hanno sostenuto che la corruzione era principalmente di tipo testuale (tahrif lafzi), il che significa che parti del testo originale sono state rimosse, aggiunte o modificate. Altri, come Muhammad Abduh, hanno suggerito che la corruzione fosse più di natura interpretativa (tahrif ma'nawi), dove il significato dei testi originali è stato distorto o frainteso, pur rimanendo in gran parte intatti i testi stessi. La maggior parte degli studiosi ritiene che entrambi i tipi di alterazione si siano verificati, con una predominanza di alterazioni testuali e interpretative che hanno portato a una perdita della purezza e completezza originale.

Imam al-Ghazali, nella sua opera "Al-Iqtisad fi al-I'tiqad", sottolinea che il dovere dei musulmani è credere che Allah abbia rivelato libri ai Suoi profeti, ma non spetta a noi determinare la veridicità di ogni singola affermazione nei libri attualmente esistenti. La guida definitiva è il Corano.

Nelle applicazioni pratiche moderne, questa prospettiva si traduce in un approccio equilibrato:
1. Rispetto: I musulmani devono mantenere un profondo rispetto per i profeti come Mosè e Gesù e per le rivelazioni originali che hanno ricevuto, poiché sono parte integrante della storia profetica nell'Islam.
2. Cautela: Non è consentito ai musulmani fare affidamento sulle Scritture precedenti come fonti di legge o dottrina, né usarle per risolvere questioni teologiche, a meno che non siano confermate dal Corano e dalla Sunnah.
3. Dialogo: Nonostante le differenze, gli studiosi moderni incoraggiano il dialogo interreligioso basato sul rispetto reciproco, pur mantenendo saldi i principi islamici. Il Corano stesso invita a: "Di': 'O Gente della Scrittura, venite a una parola comune tra noi e voi: che non adoriamo altri che Allah, che non Gli associamo nulla, e che non prendiamo gli

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